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marco longo e SPYCHOCITY a Più Libri Più Liberi

Marco Longo A.K.A. Mind Clarity, Lunedi 6 dicambre alle ore 18 in collegamento con la sede PSYCHOCITY PRESSO LA Galleira Szczepanski, presentera il suo proggetto di Social Dreaming a Più Libri Più Liberi al palacongrassi di Roma. Riportiamo il racconta che Marco longo ha voluto regalarci, facendo il punto su questa esperianza:

Second Life è un “metamondo parallelo di tipo digitale”, e non virtuale, come generalmente viene detto, essendo un ambiente solo apparentemente tridimensionale, fatto di milioni di pixel, che formano sullo schermo del PC delle immagini mobili e prospettiche, sulle quali e nelle quali, apparentemente, ripeto, o se volete illusoriamente, l’avatar sembra potersi muovere e persino volare tra gli oggetti. L’avatar, che è una specie di “marionetta digitale teleguidata”, e non un “secondo corpo” in una seconda vita. Piuttosto che un rappresentante digitale del nostro corpo, l’avatar è una sorta di “protesi emozionale della nostra mente”, che si immerge, si muove e agisce in un ambiente digitale 3D fortemente evocativo.

Siamo noi infatti che reagiamo emotivamente alla percezione delle immagini percorribili o in movimento sullo schermo, sulle quali si appoggiano tutti gli aspetti virtuali della nostra mente: le fantasie, le rappresentazioni e le proiezioni più profonde. Tanto che la nostra mente sembra vivere la possibilità di ricostruire un “secondo mondo”, che può essere percepito e vissuto in modo anche più che reale. E’ un mondo fatto di immagini, di fantasia, di arte, di sogno e di curiosità, ma soprattutto di emozioni e vissuti, piacevoli o stressanti, comunque sempre molto coinvolgenti; emozioni e vissuti che possono spesso ripresentarsi anche nei sogni e nelle fantasie degli avatar (o meglio dei loro aka, “mastri burattinai”).

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Salve a tutti! Sono Mind Clarity, l’avatar, o meglio, forse, la controfigura digitale, di Marco Longo, Medico-Psicologo, Psicoanalista SPI(IPA) e Gruppoanalista IAGP, direttore di Psychomedia.it (Psico-Portale On-line dal 1995) e cofondatore nel 2000 della SIPtech (Soc. Ital. Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media).

Sono nato in Second Life alle ore 19:30 (ora italiana) di una piovosa domenica romana, nel tardo autunno del 2008: era il 14 Dicembre, terza Domenica di Avvento, non ancora Natale quindi, ma comunque “un buon giorno” per (ri-)nascere nel Metaverso, dove ero del resto già da un po’ di mesi in “stato di avvento”, ovvero “atteso” da quelli che potrei considerare forse i miei due “genitori avatariani”.

E’ infatti grazie a di Zygmunt Ballinger (aka Mario Esposito, fondatore del Blog Brain 2 Brain) e Mexi Lane (aka Marina Bellini, nota blogger e owner in SL della land di Experience Italy), con i quali il mio aka Marco Longo era già da molto tempo in contatto in Real, che è stato “concepito” e maturato il desiderio di affrontare e sperimentare anche questa “seconda vita”, da molti definita “virtuale”, cioè questa particolare e apparente estensione digitale della vita che è Second Life.

Ed è grazie all’aiuto di Zyg e Mexi che quella sera ho potuto fare in tutta superfretta i miei primi passi nel Metaverso, essendo entrato apposta in quel momento, proprio per poter partecipare “di persona” ad una delle conferenze organizzate da Zygmunt in SL, come fa ogni domenica sera, alle 21:00, nella sua land di Brain 2 Brain (B2B).

Si trattava di una conferenza di Hamlet Queler (aka Marco Minghetti, di Nova 100, Il Sole 24 Ore) sul tema dell’Humanistic Management, alla quale, avevo saputo, avrebbero partecipato, oltre a Mexi, anche altri economisti, sociologi, informatici, giornalisti e comunicatori, per cui Zyg ci teneva molto anche alla mia presenza ed anche ad un mio intervento critico dal punto di vista dell’analisi psicosocioanalitica dei gruppi.

Appena “nato” in SL, ho aperto gli occhi in una luminosa e amena land di ingresso, un’isola assolata in mezzo ad una mare blu, piena di stradine, alberi e cartelloni colorati, ma una mezz’oretta dopo sono stato “tippato” da Zyg nella location di B2B, ritrovandomi di colpo invece in un ambiente oscuro, notturno, anche se accogliente, per la presenza di un pergolato e di numerose panche di legno, illuminate debolmente da una luce tremula, ma rossastra, calda, che sembrava provenire dalle fiamme digitali di un grande braciere. Tutto intorno c’era però solo un grande buio, in cui si intravedevano appena una serie di costruzioni metalliche, fredde, nero/grigiastre, dalle caratteristtiche decisamente Techno, con insegne lampeggianti di luci al neon; nonché la siluette di una sorta di chiesa pseudogotica, dalle vetrate illuminate in un modo per certi versi inquietante (per me “niubbo” soprattutto); e per mia fortuna ancora ignoravo che era una sede di avatar/vampiri!

A questo punto ho sentito una voce che mi chiamava per nome, ma che sembrava provenire dal nulla: in realtà era Zyg, che si trovava dietro di me e mi stava salutando in “voice”. Si è avvicinato, con fare accogliente e rassicurante, e subito mi ha dato i primi rudimenti di SL, spiegandomi come muovere il mio “corpo avatariano” e illustrandomi i comandi principali del “viewer” e della “cam”; mi ha poi invitato a sedermi con lui su una panca, davanti ad un grande schermo, e mi ha insegnato ad utilizzare la chat, gli “im” (instant message) e il voice, persino a fare delle foto, in modo che fossi pronto per la serata.

Nel frattempo tutt’intorno a noi cominciavano ad apparire, prima come nuvolette candide, ovattate, poi prendendo gradualmente forma, altri avatar, tra cui Mexi e Hamlet, ma ricordo anche Andret Beck, Eleonora Porta, Stex Auer, Rosanna Zabelin, Aquiladellanotte Kondor, Roberta Greenfield e tanti altri che poi sarebbero diventati i miei primi e migliori amici in Second Life.

La conferenza è stata, come mi attendevo del resto, molto interessante, compreso il ricco dibattito, al quale ho poi effettivamente partecipato in voice, quasi dimentico del contesto virtuale in cui si svolgeva e sentendomi “veramente” parte del gruppo e della situazione. Dunque era fatta! ero entrato a tutti gli effetti nel “vivo” di SL e alla fine della conferenza mi sono anche fatto una foto vicino allo schermo, su cui si vedeva ancora l’ultima diapositiva della presentazione in power point di Hamlet, nella quale campeggiava una frase tratta da un libro di Charles Bukowski: “ci lasciavano semplicemente a noi stessi, lì dentro, sapendo che avremmo fatto ciò che dovevamo”. Tutto un programma per l’inizio della mia seconda vita.

Nei giorni successivi Mexi Lane mi ha fatto conoscere la land di Experience Italy (ExIt), della quale è responsabile e organizzatrice: una sorta di accurata e vasta riproduzione (sull’ampia superficie di otto sim contigue), o forse sarebbe meglio dire una sorta di ”ricostruzione” digitale, del quartiere dell’EUR di Roma, con tutti i principali palazzi, le piazze, il lago e al centro la piazza con l’obelisco, dalla cima del quale si gode l’intero panorama della land.

All’interno Palazzo dei Congressi di ExIt c’erano ancora le belle installazioni della location della versione digitale delle manifestazioni “Più libri, più liberi” e “Più Blog”, che come ogni anno, intorno all’8 Dicembre, si erano appena svolte anche in Real, proprio nello stesso Palazzo dell’EUR.

Mexi mi spiegò che da tempo il suo intento era quello di creare dei ponti e delle sinergie culturali tra il Metaverso e il Mondo Reale, per cui essendo il suo aka Marina Bellini l’animatrice della manifestazione Più Blog in Real, aveva cercato non solo di ricreare anche in World degli spazi dedicati a Più libri e Più Blog, ma persino di utilizzarli per alcuni momenti di contatto “crossmediale” tra alcune conferenze che si erano svolte contemporaneamente nei due Mondi, creando ponti bidirezionali in streaming audio/video tra la location reale e quella digitale.

La stessa cosa, mi disse ancora Mexi, stava per accadere anche in un’altra bellissima installazione di ExIt, costruita sopra al Lago, nei pressi del Palazzo dello Sport, in occasione di una contemporanea mostra di “Antichi Merletti” ospitata in Real da un Museo di Roma. Ci spostammo dunque in volo dal Palazzo dei Congressi verso il Lago, sopra al quale vidi già da lontano tutta una serie di grandi ventagli bianchi e una grande costruzione avveniristica, composta di grandi tubi candidi intrecciati, sospesa sopra un boschetto di alberi, bianchi anch’essi. Man mano che ci avvicinavamo però mi fu sempre più chiara la magia di tanto nitore: ventagli e tubi erano ricoperti dalle splendide textures dei merletti, che Marina (che è anche responsabile dell’agenzia “Musei in Comune” del Comune di Roma) aveva fotografato in Real e che Mexi aveva fatto rieditare su questi supporti digitali in Second Life.

Passeggiammo in lungo e in largo, parlando in voice, tra gli alberi e i grandi ventagli, splendidamente “merlettati” e seducentemente semitrasparenti, come sono per l’appunto i merletti; poi entrammo insieme nella grande costruzione tubulare, che scoprii, con meraviglia, essere un lungo e affascinante percorso cilindrico intrecciato, ovviamente candidamente merlettato: un sogno! Giungemmo poi all’uscita del “tubone” e mi trovai di fronte ad una lunga passerella di velluto rosso, sulla quale, mi spiegò ancora Mexi, a giorni si sarebbe svolta una sfilata di moda. E così, assolutamente stupito, appresi che in Second Life operano anche molti pregiati stilisti e soprattutto stiliste, che gestiscono delle case di moda digitali e che, come accade in Real, promuovono le loro nuove collezioni con frequenti sfilate, in cui presentano gli abiti che poi vengono venduti in grandi negozi. E così venni anche a conoscenza dell’esistenza dei Linden Dollars, la moneta correntemente utilizzata in Second Life.

Ma la particolarità veramente nuova di questa sfilata, come mi disse entusiasta Mexi, sarebbe stata questa: almeno 30 stiliste (ma anche uno stilista uomo, solo che per brevità in SL si dice sempre “le stiliste”) avrebbero presentato degli abiti assolutamente originali, anche per SL, nel senso che, come i ventagli, anche le textures con le quali sarebbero stati fatti gli abiti provenivano dalle foto degli antichi merletti della mostra!! Stuzzicando non poco la mia curiosità, per cui decisi di partecipare alla sfilata. E feci bene, perché fu una bellissima esperienza!!

Immaginate degli abiti merlettati, ma non solo bianchi, di ogni colore, eleganti, delicati e fluttuanti, indossati da bellissime modelle avatariane, dal corpo perfetto e dalle movenze più che realistiche, nella camminata, nei sorrisi, nelle soste con le pose statiche e a giro, ecc proprio come le modelle reali, tanto da far dimenticare a tratti la loro natura di pixel. Ok, ok, capito, scusate l’entusiasmo da “niubbo”, ok, Second Life in fondo è un “gioco”, non va preso troppo sul serio, ma è anche un Mondo Digitale che nel suo tentativo di riprodurre la Realtà, anche se in modo particolare, sa essere veramente “realistico”.

Tuttavia il momento più interessante dell’evento è stato il post-sfilata, quando, grazie a Mexi, che mi ha presentato, ho avuto la possibilità di conoscere meglio e allacciare l’amicizia con molte delle stiliste, cosa che mi ha permesso in seguito di apprezzare con maggiore consapevolezza e scambiare molte opinioni sul loro lavoro in SL.

Qualcosa di analogo mi è accaduto poco dopo anche per quanto riguarda gli artisti e il mondo dell’arte in Second Life, che per quanto riguarda la grafica ovviamente, date le caratteristiche del mezzo, è in larga parte di tipo tridimensionale, ovvero “scultura digitale”, anche se non mancano certo in SL altrettanto vasti esempi di fotografia e cinematografia.

L’opportunità di entrare in questo mondo mi è stata data ancora una volta ad ExIt, dove per alcuni mesi è stata ospitata una rassegna di arte grafica organizzata dal gruppo di Uqbar, capeggiato da Arco Rosca (aka Paolo Valente, architetto e ricercatore romano) e Roxelo Babenco (aka Rosanna Galvani, Funzionario del Servizio Cultura del Comune di Porto San Giorgio), che è anche animatrice della land del Museo del Metaverso, in cui vengono conservate alcune delle migliori sculture digitali di SL.

E così sera per sera, settimana dopo settimana, ho avuto modo di conoscere ed ammirare le opere di tantissimi artisti e sono anche entrato in contatto diretto con molti degli autori, il cui elenco sarebbe troppo lungo da citare, alcuni dei quali sono professionisti dell’arte digitale anche in Real World, mentre altri hanno sviluppato questa attività solamente o prevalentemente in SL. Così come del resto accade anche per molte altre attività che vengono svolte in Second Life, a cominciare da quella dei “builders”, i costruttori di tutti gli oggetti e di tutte le ambientazioni tridimensionali di SL.

Nel frattempo, a fine gennaio 2009, dopo aver curiosato e visitato molte land interessanti, grazie alla guida di tanti amici; dopo aver partecipato a tanti altri eventi di tipo ludico, artistico o culturale in SL, nei quali (non avendo mai fatto mistero della professione e delle ricerche che il mio aka Marco Longo svolge in Real) spesso sono stato anche invitato ad intervenire come conferenziere, opinionista o esperto di psicoanalisi e di psicotecnologie, nonché di analisi psicologica e gruppale della comunicazione online …

… dopo, come dicevo, tutta questa “full immersion” nella “realtà immersiva” (e direi anche dopo tutto questo intenso “meta-training” nelle dinamiche del Metaverso), ho iniziato io stesso ad organizzare quindicinalmente delle serate ad ExIt, dandogli la struttura del “Gruppo di Discussione sperimentale di tipo Esperienziale”, ovvero a tema proposto e a partecipazione libera.

Il GE è una tecnica psicoanalitica di conduzione del gruppo che si basa sulla proposta di una libera discussione in un setting gruppale di tipo riflessivo e collaborativo, a partire a volte anche da un tema proposto, che funge da stimolo coadiuvante di tipo fortemente evocativo, cioè da facilitatore e catalizzatore per l’attivazione su una certa tematica del “pensiero collettivo”. Nel GE condotto in SL viene promossa una discussione di gruppo che si rivolge soprattutto alla comprensione del particolare contesto sociale e transpersonale in cui ci si trova immersi in SL. Il GE tende dunque a facilitare anche la consapevolezza e la crescita dei partecipanti e di tutto il gruppo, attraverso la proposta di una “discussione circolare” e di una “collaborazione sinergica”, o anche di una “progettazione collettiva” di un percorso gruppale rivolto allla realizzazione di un “obiettivo condiviso”

Le prime riunioni si sono svolte in una location costruita da Mexi e Micalita Writer nel boschetto degli “antichi merletti”, con un “setting circolare” di comodi cuscini. Merlettati anch’essei, dove gli avatar dei partecipanti potevano sedersi e parlare tranquillamente insieme (in voice o in chat) in un ambiente di sogno. Successivamente ci siamo spostati in una nuova location che faceva parte di una grande installazione digitale costruita da Mexi per festeggiare i 100 anni del Futurismo (sempre in contemporanea con altre manifestazioni in Real, come ad esempio FutuRoma e una bella serata multimediale organizzata da Paolo Valente a Roma, con collegamento ad SL su grande schermo), anche qui con un setting circolare di cubi colorati, adrnati e contornati da textures e dalle immagini dei quadri dei più importanti pittori dell’epoca futurista.

I temi trattati dal Gruppo Esperienziale, che ha visto una folta e attiva partecipazione, sono stati i più vari, a cominciare da quelli riguardanti “la difficile conquista dell’identità in SL” a febbraio, “Identità, gruppalità e Appartenenza in SL” a marzo, “relazioni vere o manipolative in SL” ad aprile. Nel frattempo, sempre quindicinalmente, ma a settimane alternate rispetto al GE a tema, ho iniziato a organizzare anche delle sedute di Social Dreaming, o Analisi Sociale dei Sogni, a tema ovviamente libero, legato solo alla fantasia onirica, alla capacità di liberare l’immaginazione e alla creatività dei partecipanti.

Il Social Dreaming è una tecnica psicoanalitica di conduzione di un “thinking group” che mette l’accento sul contributo che i sogni e le fantasie possono offrire, non tanto e soltanto alla comprensione del mondo interno dei partecipanti, ma anche del contesto sociale e transpersonale in cui essi risiedono, vivono e operano; ovvero della realtà collettiva, culturale, ludica o istituzionale che sia, del “campo mentale” di comune appartenenza. Ed in questo caso il campo di appartenenza comune ai partecipanti è proprio SL.

Fare Gruppi Esperienziali (a tema proposto) e gruppi di Social Dreaming (a tema libero) in Second Life, in questo mondo digitale che appare così reale alla nostra mente, significa attivare un processo di elaborazione gruppale (più legato al livello narrativo/cognitivo nel GE; o al livello onirico, fantastico e creativo, nel SD) che può portare ad una migliore e più completa visione e rappresentazione comune, esaustiva ed olistica, di questo particolare “contesto gruppale di appartenenza”.

Second Life è un “metamondo parallelo di tipo digitale”, e non virtuale, come generalmente viene detto, essendo un ambiente solo apparentemente tridimensionale, fatto di milioni di pixel, che formano sullo schermo del PC delle immagini mobili e prospettiche, sulle quali e nelle quali, apparentemente, ripeto, o se volete illusoriamente, l’avatar sembra potersi muovere e persino volare tra gli oggetti. L’avatar, che è una specie di “marionetta digitale teleguidata”, e non un “secondo corpo” in una seconda vita. Piuttosto che un rappresentante digitale del nostro corpo, l’avatar è una sorta di “protesi emozionale della nostra mente”, che si immerge, si muove e agisce in un ambiente digitale 3D fortemente evocativo.

Siamo noi infatti che reagiamo emotivamente alla percezione delle immagini percorribili o in movimento sullo schermo, sulle quali si appoggiano tutti gli aspetti virtuali della nostra mente: le fantasie, le rappresentazioni e le proiezioni più profonde. Tanto che la nostra mente sembra vivere la possibilità di ricostruire un “secondo mondo”, che può essere percepito e vissuto in modo anche più che reale. E’ un mondo fatto di immagini, di fantasia, di arte, di sogno e di curiosità, ma soprattutto di emozioni e vissuti, piacevoli o stressanti, comunque sempre molto coinvolgenti; emozioni e vissuti che possono spesso ripresentarsi anche nei sogni e nelle fantasie degli avatar (o meglio dei loro aka, “mastri burattinai”).

Ma ad Aprile purtroppo c’è stato anche il terremoto de L’Aquila e il mio “psico-picchiatasti” Marco Longo ha cominciato ad andare tre o quattro giorni alla settimana a lavorare nelle tendopoli per il servizio di psicologia di emergenza, come fa tutt’ora nei campi ancora aperti, negli alberghi e nei nuovi insediamenti di case di legno. Questo impegno ha anche comportato una trasformazione del tema affrontato dal GE, che a maggio ha riguardato “creatività e catastrofe in SL” e a giugno “creazione e ri-creazione in SL”.

Il sisma aquilano ha avuto molta risonanza anche in SL, per cui sono stato invitato a portare in varie land la testimonianza diretta di ciò che stava accadendo nelle tendopoli e tutti gli incontri hanno visto una larga partecipazione, tanto che a un certo punto Mexi ha proposto di fare una sfilata di beneficenza ad ExIt, per raccogliere denaro da portare come aiuto concreto nelle tendopoli. Con il nome di SolidArt sono state dunque organizzate due serate in cui, dopo una mia breve introduzione, basata sull’esperienza vissuta dal mio aka Marco Longo in Abruzzo, decine e decine di stiliste e stilisti di Second Life, (i cui aka erano provenienti da tutto il mondo reale) hanno presentato e messo all’asta alcuni dei loro migliori abiti digitali, che sono stati acquistati da più di un centinaio di partecipanti a prezzi enormi per la moneta si SL, proprio per poter dare un fattivo contributo ai terremotati.

Nel frattempo Paolo Valente e Marina Bellini hano organizzato in Real nell’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma il convegno “Ars in Ara. Arte e Comunicazione nel’era di Second Life”, al quale hanno partecipato gli aka umani di molti miei amici di SL, ognuno dei quali ha portato un diverso punto di vista sulla possibilità o meno di utilizzare anche questo supporto mediatico per operazioni crossmediali di comunicazione online riguardanti la creazione artistica e l’architettura. E lo stesso convegno infatti è stato trasmesso in diretta sul web, in streaming video, nel sito della RAI e da lì, a ponte, riproposto in contemporanea su altri numerosi blogs ed anche all’interno di SL, ad ExIt, a Seoraksan e in altre land.

Al mio aka Marco Longo è toccato ovviamente portare un contributo, da un punto di vista psicosocioanalitico, su “creatività e arte in rete e nei mondi digitali”, ma io so bene che tutto quanto Marco ha potuto dire è solo il frutto del mio lavoro di studio e di ricerca all’interno di SL. Perché per poter comprendere appieno le dinamiche dei cosiddetti “mondi virtuali” e anche le loro potenzialità operative come “contesti mediatici” non solo nel campo della comunicazione, ma anche in quelli della ricerca e della formazione, occorre “vivere” di persona l’immersione nei mondi digitali tridimensionali.

SL possiede ampiamente queste potenzialità e si configura quindi come un contesto che va ben al di là della dimensione più nota ed immediata di natura semplicemente ludica (con tutto il rispetto del gioco e del giocare, come mezzo di espressione ed apprendimento, oltre che di rilassamento, ci mancherebbe), tanto che quasi tutte le università americane ed inglesi, più molte altre di altri paesi del mondo, hanno già aperto da tempo ed utilizzano per lezioni e conferenze proprio SL ed altri mondi digitali dedicati ad essa correlati.

Nei mesi tra Maggio e Luglio ho lavorato alla fondazione di una land di Second Life dedicata alla psicologia, che ho chiamato Psychocity, nella quale anche attualmente conduco i gruppi.

Inizialmente il setting di Psychocity è stato ospitato da Stex Auer e Giovanna Delphin nella land di Immersiva … poi lo spostamento nella Galleria Sczepansky di Paolino, dove è iniziata la costruzione vera e propria della location.

Attualmente Psychocity è una grande semisfera geodetica trasparente, all’interno della quale è stato costruito un giardino di limoni e ciliegi fioriti, con panchine e aiuole di fiori colorati, dove poter conversare in una situazione di rilassamento. Da un lato è stato poi costruito il setting per le sedute di gruppo e le conferenze, composto da un largo cerchio di cuscini multicolori, contornato in parte da alberi.

Nel giardino vi sono anche un grande spazio/video, su cui possono essere proiettati filmati o presentazioni in power point, e dei cartelloni su cui possono essere visualizzati immagini o fotografie che vengono poi commentate dai partecipanti, oppure che sono il frutto del lavoro creativo di alcuni dei partecipanti, in base ad una ispirazione nata proprio nel corso delle sedute di gruppo.

Successivamente Psychocity assumerà un aspetto ed una dimensione più allargata, comprendendo una biblioteca virtuale su tematiche inerenti la psicologia e le psicotecnologie ed anche un vero e proprio spazio per seminari e conferenze, nel quale verranno invitati a partecipare docenti ed esperti provenienti dal mondo reale.

Il tutto naturalmente con la possibilità di ritrasmettere gli eventi di Psychocity anche in streaming video nei siti web e nei blogs, ma anche su grande schermo in librerie, università o altre sedi scientifiche. E viceversa, ci sarà cioè anche la possibilità opposta, ovvero di trasmettere in SL sul video che si trova a Psychocity (e poi eventualmente riproporre in contemporanea anche fuori, con un doppio ponte multimediale) degli eventi scientifici che si svolgono nel mondo reale, in modo che nella location di Psychocity possano parteciparvi, sotto le sembianze avatariane, anche le persone non residenti nella città dove si svolge l’evento.

Concludo questa mia breve storia ricordando ancora come all’inizio, da “niubbo”, tutto mi sembrasse così tendenzialmente fantastico e magico in Second Life, a cominciare dalla possibilità di poter volare, come purtroppo accade solo nei sogni, ma sappiamo bene quanto gli uomini fin dagli albori del tempo lo abbiano sognato e quanto continuino a sognarlo, anche da svegli. La “realtà immersiva” di SL è un potente attrattore della fantasia e apparentemente permette anche di “dare corpo” a tutta una serie di parti della nostra personalità, che spesso sarebbe ben difficile poter esprimere in analogo modo nella realtà quotidiana. Tuttavia proprio queste particolari caratteristiche fanno di SL e degli altri mondi digitali anche un pericolo per la mente …

Bisogna infatti sapersi guardare dal rischio di fasi risucchiare troppo dal Metaverso, vivendone solo gli aspetti fortemente coinvolgenti e/o rilassanti. Niente di male, per chi ama il genere, poter partecipare a giochi di ruolo in SL, o a community dagli interessi ed attività più e varie, creative e fantastiche, ma credo occorra fare molta attenzione, mantenere un buon controllo ed evitare coinvolgimenti più profondi, che in certi casi possono anche trasformarsi in una forma particolare di dipendenza.

Questo rischio è massimo ovviamente per quelle personalità che tendono ad una fuga dalla realtà e/o che sono psicologicamente predisposte a dinamiche e comportamenti di dipendenza. O ancora per quelle personalità che tendono a vivere SL (ma anche la rete in genere) come una dimensione scissa dalla realtà di tutti i giorni, come se fosse veramente una “seconda vita” e non semplicemente una particolare dimensione digito/virtuale dell’unica vita che ci è dato vivere. E purtroppo la tendenza a ricercare delle dimensioni scisse dalla realtà è in preoccupante aumento ai giorni d’oggi, favorita sia da certi programmi “immersivi” della televisione, tipo i reality, sia da internet, nelle sue varie forme più accativanti, soprattutto per chi vive dei vuoti o delle profonde solitudini (chat, videochat, social networks, mondi digitali ecc),

Anche per questo occorre conoscere e studiare i nuovi media ed approntare strumenti e luoghi per prevenire o affrontare gli eventuali problemi di imersione eccessiva o di franca dipendenza. E alcuni di questi luoghi dovranno necessariamente essere in rete e/o nei mondi virtuali, perché solo all’interno di questi e della rete sarà possibile, almeno inizialmente, accogliere e trattare una eventuale domanda di aiuto psicologico che difficilmente verrebbe invece portata nella realtà quotidiana da cui si fugge, cioè direttamente negli studi di psicoterapia.

Mind Clarity (aka Marco Longo)

Per incontrarci in SecondLife Lunedi alle ore 18 e collegarci a Più Libri Più Liberi

http://slurl.com/secondlife/Galleria/226/100/22

Per saperne di più su Marco longo e le sue attività di ricerca:

http://it-it.facebook.com/mind.clarity

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