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Inaugurazione Anitel

Pianeti

Diretta il 28 Dicembre ore 22,30. Mostra Fiona Saiman

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marco longo e SPYCHOCITY a Più Libri Più Liberi

Marco Longo A.K.A. Mind Clarity, Lunedi 6 dicambre alle ore 18 in collegamento con la sede PSYCHOCITY PRESSO LA Galleira Szczepanski, presentera il suo proggetto di Social Dreaming a Più Libri Più Liberi al palacongrassi di Roma. Riportiamo il racconta che Marco longo ha voluto regalarci, facendo il punto su questa esperianza:

Second Life è un “metamondo parallelo di tipo digitale”, e non virtuale, come generalmente viene detto, essendo un ambiente solo apparentemente tridimensionale, fatto di milioni di pixel, che formano sullo schermo del PC delle immagini mobili e prospettiche, sulle quali e nelle quali, apparentemente, ripeto, o se volete illusoriamente, l’avatar sembra potersi muovere e persino volare tra gli oggetti. L’avatar, che è una specie di “marionetta digitale teleguidata”, e non un “secondo corpo” in una seconda vita. Piuttosto che un rappresentante digitale del nostro corpo, l’avatar è una sorta di “protesi emozionale della nostra mente”, che si immerge, si muove e agisce in un ambiente digitale 3D fortemente evocativo.

Siamo noi infatti che reagiamo emotivamente alla percezione delle immagini percorribili o in movimento sullo schermo, sulle quali si appoggiano tutti gli aspetti virtuali della nostra mente: le fantasie, le rappresentazioni e le proiezioni più profonde. Tanto che la nostra mente sembra vivere la possibilità di ricostruire un “secondo mondo”, che può essere percepito e vissuto in modo anche più che reale. E’ un mondo fatto di immagini, di fantasia, di arte, di sogno e di curiosità, ma soprattutto di emozioni e vissuti, piacevoli o stressanti, comunque sempre molto coinvolgenti; emozioni e vissuti che possono spesso ripresentarsi anche nei sogni e nelle fantasie degli avatar (o meglio dei loro aka, “mastri burattinai”).

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Salve a tutti! Sono Mind Clarity, l’avatar, o meglio, forse, la controfigura digitale, di Marco Longo, Medico-Psicologo, Psicoanalista SPI(IPA) e Gruppoanalista IAGP, direttore di Psychomedia.it (Psico-Portale On-line dal 1995) e cofondatore nel 2000 della SIPtech (Soc. Ital. Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media).

Sono nato in Second Life alle ore 19:30 (ora italiana) di una piovosa domenica romana, nel tardo autunno del 2008: era il 14 Dicembre, terza Domenica di Avvento, non ancora Natale quindi, ma comunque “un buon giorno” per (ri-)nascere nel Metaverso, dove ero del resto già da un po’ di mesi in “stato di avvento”, ovvero “atteso” da quelli che potrei considerare forse i miei due “genitori avatariani”.

E’ infatti grazie a di Zygmunt Ballinger (aka Mario Esposito, fondatore del Blog Brain 2 Brain) e Mexi Lane (aka Marina Bellini, nota blogger e owner in SL della land di Experience Italy), con i quali il mio aka Marco Longo era già da molto tempo in contatto in Real, che è stato “concepito” e maturato il desiderio di affrontare e sperimentare anche questa “seconda vita”, da molti definita “virtuale”, cioè questa particolare e apparente estensione digitale della vita che è Second Life.

Ed è grazie all’aiuto di Zyg e Mexi che quella sera ho potuto fare in tutta superfretta i miei primi passi nel Metaverso, essendo entrato apposta in quel momento, proprio per poter partecipare “di persona” ad una delle conferenze organizzate da Zygmunt in SL, come fa ogni domenica sera, alle 21:00, nella sua land di Brain 2 Brain (B2B).

Si trattava di una conferenza di Hamlet Queler (aka Marco Minghetti, di Nova 100, Il Sole 24 Ore) sul tema dell’Humanistic Management, alla quale, avevo saputo, avrebbero partecipato, oltre a Mexi, anche altri economisti, sociologi, informatici, giornalisti e comunicatori, per cui Zyg ci teneva molto anche alla mia presenza ed anche ad un mio intervento critico dal punto di vista dell’analisi psicosocioanalitica dei gruppi.

Appena “nato” in SL, ho aperto gli occhi in una luminosa e amena land di ingresso, un’isola assolata in mezzo ad una mare blu, piena di stradine, alberi e cartelloni colorati, ma una mezz’oretta dopo sono stato “tippato” da Zyg nella location di B2B, ritrovandomi di colpo invece in un ambiente oscuro, notturno, anche se accogliente, per la presenza di un pergolato e di numerose panche di legno, illuminate debolmente da una luce tremula, ma rossastra, calda, che sembrava provenire dalle fiamme digitali di un grande braciere. Tutto intorno c’era però solo un grande buio, in cui si intravedevano appena una serie di costruzioni metalliche, fredde, nero/grigiastre, dalle caratteristtiche decisamente Techno, con insegne lampeggianti di luci al neon; nonché la siluette di una sorta di chiesa pseudogotica, dalle vetrate illuminate in un modo per certi versi inquietante (per me “niubbo” soprattutto); e per mia fortuna ancora ignoravo che era una sede di avatar/vampiri!

A questo punto ho sentito una voce che mi chiamava per nome, ma che sembrava provenire dal nulla: in realtà era Zyg, che si trovava dietro di me e mi stava salutando in “voice”. Si è avvicinato, con fare accogliente e rassicurante, e subito mi ha dato i primi rudimenti di SL, spiegandomi come muovere il mio “corpo avatariano” e illustrandomi i comandi principali del “viewer” e della “cam”; mi ha poi invitato a sedermi con lui su una panca, davanti ad un grande schermo, e mi ha insegnato ad utilizzare la chat, gli “im” (instant message) e il voice, persino a fare delle foto, in modo che fossi pronto per la serata.

Nel frattempo tutt’intorno a noi cominciavano ad apparire, prima come nuvolette candide, ovattate, poi prendendo gradualmente forma, altri avatar, tra cui Mexi e Hamlet, ma ricordo anche Andret Beck, Eleonora Porta, Stex Auer, Rosanna Zabelin, Aquiladellanotte Kondor, Roberta Greenfield e tanti altri che poi sarebbero diventati i miei primi e migliori amici in Second Life.

La conferenza è stata, come mi attendevo del resto, molto interessante, compreso il ricco dibattito, al quale ho poi effettivamente partecipato in voice, quasi dimentico del contesto virtuale in cui si svolgeva e sentendomi “veramente” parte del gruppo e della situazione. Dunque era fatta! ero entrato a tutti gli effetti nel “vivo” di SL e alla fine della conferenza mi sono anche fatto una foto vicino allo schermo, su cui si vedeva ancora l’ultima diapositiva della presentazione in power point di Hamlet, nella quale campeggiava una frase tratta da un libro di Charles Bukowski: “ci lasciavano semplicemente a noi stessi, lì dentro, sapendo che avremmo fatto ciò che dovevamo”. Tutto un programma per l’inizio della mia seconda vita.

Nei giorni successivi Mexi Lane mi ha fatto conoscere la land di Experience Italy (ExIt), della quale è responsabile e organizzatrice: una sorta di accurata e vasta riproduzione (sull’ampia superficie di otto sim contigue), o forse sarebbe meglio dire una sorta di ”ricostruzione” digitale, del quartiere dell’EUR di Roma, con tutti i principali palazzi, le piazze, il lago e al centro la piazza con l’obelisco, dalla cima del quale si gode l’intero panorama della land.

All’interno Palazzo dei Congressi di ExIt c’erano ancora le belle installazioni della location della versione digitale delle manifestazioni “Più libri, più liberi” e “Più Blog”, che come ogni anno, intorno all’8 Dicembre, si erano appena svolte anche in Real, proprio nello stesso Palazzo dell’EUR.

Mexi mi spiegò che da tempo il suo intento era quello di creare dei ponti e delle sinergie culturali tra il Metaverso e il Mondo Reale, per cui essendo il suo aka Marina Bellini l’animatrice della manifestazione Più Blog in Real, aveva cercato non solo di ricreare anche in World degli spazi dedicati a Più libri e Più Blog, ma persino di utilizzarli per alcuni momenti di contatto “crossmediale” tra alcune conferenze che si erano svolte contemporaneamente nei due Mondi, creando ponti bidirezionali in streaming audio/video tra la location reale e quella digitale.

La stessa cosa, mi disse ancora Mexi, stava per accadere anche in un’altra bellissima installazione di ExIt, costruita sopra al Lago, nei pressi del Palazzo dello Sport, in occasione di una contemporanea mostra di “Antichi Merletti” ospitata in Real da un Museo di Roma. Ci spostammo dunque in volo dal Palazzo dei Congressi verso il Lago, sopra al quale vidi già da lontano tutta una serie di grandi ventagli bianchi e una grande costruzione avveniristica, composta di grandi tubi candidi intrecciati, sospesa sopra un boschetto di alberi, bianchi anch’essi. Man mano che ci avvicinavamo però mi fu sempre più chiara la magia di tanto nitore: ventagli e tubi erano ricoperti dalle splendide textures dei merletti, che Marina (che è anche responsabile dell’agenzia “Musei in Comune” del Comune di Roma) aveva fotografato in Real e che Mexi aveva fatto rieditare su questi supporti digitali in Second Life.

Passeggiammo in lungo e in largo, parlando in voice, tra gli alberi e i grandi ventagli, splendidamente “merlettati” e seducentemente semitrasparenti, come sono per l’appunto i merletti; poi entrammo insieme nella grande costruzione tubulare, che scoprii, con meraviglia, essere un lungo e affascinante percorso cilindrico intrecciato, ovviamente candidamente merlettato: un sogno! Giungemmo poi all’uscita del “tubone” e mi trovai di fronte ad una lunga passerella di velluto rosso, sulla quale, mi spiegò ancora Mexi, a giorni si sarebbe svolta una sfilata di moda. E così, assolutamente stupito, appresi che in Second Life operano anche molti pregiati stilisti e soprattutto stiliste, che gestiscono delle case di moda digitali e che, come accade in Real, promuovono le loro nuove collezioni con frequenti sfilate, in cui presentano gli abiti che poi vengono venduti in grandi negozi. E così venni anche a conoscenza dell’esistenza dei Linden Dollars, la moneta correntemente utilizzata in Second Life.

Ma la particolarità veramente nuova di questa sfilata, come mi disse entusiasta Mexi, sarebbe stata questa: almeno 30 stiliste (ma anche uno stilista uomo, solo che per brevità in SL si dice sempre “le stiliste”) avrebbero presentato degli abiti assolutamente originali, anche per SL, nel senso che, come i ventagli, anche le textures con le quali sarebbero stati fatti gli abiti provenivano dalle foto degli antichi merletti della mostra!! Stuzzicando non poco la mia curiosità, per cui decisi di partecipare alla sfilata. E feci bene, perché fu una bellissima esperienza!!

Immaginate degli abiti merlettati, ma non solo bianchi, di ogni colore, eleganti, delicati e fluttuanti, indossati da bellissime modelle avatariane, dal corpo perfetto e dalle movenze più che realistiche, nella camminata, nei sorrisi, nelle soste con le pose statiche e a giro, ecc proprio come le modelle reali, tanto da far dimenticare a tratti la loro natura di pixel. Ok, ok, capito, scusate l’entusiasmo da “niubbo”, ok, Second Life in fondo è un “gioco”, non va preso troppo sul serio, ma è anche un Mondo Digitale che nel suo tentativo di riprodurre la Realtà, anche se in modo particolare, sa essere veramente “realistico”.

Tuttavia il momento più interessante dell’evento è stato il post-sfilata, quando, grazie a Mexi, che mi ha presentato, ho avuto la possibilità di conoscere meglio e allacciare l’amicizia con molte delle stiliste, cosa che mi ha permesso in seguito di apprezzare con maggiore consapevolezza e scambiare molte opinioni sul loro lavoro in SL.

Qualcosa di analogo mi è accaduto poco dopo anche per quanto riguarda gli artisti e il mondo dell’arte in Second Life, che per quanto riguarda la grafica ovviamente, date le caratteristiche del mezzo, è in larga parte di tipo tridimensionale, ovvero “scultura digitale”, anche se non mancano certo in SL altrettanto vasti esempi di fotografia e cinematografia.

L’opportunità di entrare in questo mondo mi è stata data ancora una volta ad ExIt, dove per alcuni mesi è stata ospitata una rassegna di arte grafica organizzata dal gruppo di Uqbar, capeggiato da Arco Rosca (aka Paolo Valente, architetto e ricercatore romano) e Roxelo Babenco (aka Rosanna Galvani, Funzionario del Servizio Cultura del Comune di Porto San Giorgio), che è anche animatrice della land del Museo del Metaverso, in cui vengono conservate alcune delle migliori sculture digitali di SL.

E così sera per sera, settimana dopo settimana, ho avuto modo di conoscere ed ammirare le opere di tantissimi artisti e sono anche entrato in contatto diretto con molti degli autori, il cui elenco sarebbe troppo lungo da citare, alcuni dei quali sono professionisti dell’arte digitale anche in Real World, mentre altri hanno sviluppato questa attività solamente o prevalentemente in SL. Così come del resto accade anche per molte altre attività che vengono svolte in Second Life, a cominciare da quella dei “builders”, i costruttori di tutti gli oggetti e di tutte le ambientazioni tridimensionali di SL.

Nel frattempo, a fine gennaio 2009, dopo aver curiosato e visitato molte land interessanti, grazie alla guida di tanti amici; dopo aver partecipato a tanti altri eventi di tipo ludico, artistico o culturale in SL, nei quali (non avendo mai fatto mistero della professione e delle ricerche che il mio aka Marco Longo svolge in Real) spesso sono stato anche invitato ad intervenire come conferenziere, opinionista o esperto di psicoanalisi e di psicotecnologie, nonché di analisi psicologica e gruppale della comunicazione online …

… dopo, come dicevo, tutta questa “full immersion” nella “realtà immersiva” (e direi anche dopo tutto questo intenso “meta-training” nelle dinamiche del Metaverso), ho iniziato io stesso ad organizzare quindicinalmente delle serate ad ExIt, dandogli la struttura del “Gruppo di Discussione sperimentale di tipo Esperienziale”, ovvero a tema proposto e a partecipazione libera.

Il GE è una tecnica psicoanalitica di conduzione del gruppo che si basa sulla proposta di una libera discussione in un setting gruppale di tipo riflessivo e collaborativo, a partire a volte anche da un tema proposto, che funge da stimolo coadiuvante di tipo fortemente evocativo, cioè da facilitatore e catalizzatore per l’attivazione su una certa tematica del “pensiero collettivo”. Nel GE condotto in SL viene promossa una discussione di gruppo che si rivolge soprattutto alla comprensione del particolare contesto sociale e transpersonale in cui ci si trova immersi in SL. Il GE tende dunque a facilitare anche la consapevolezza e la crescita dei partecipanti e di tutto il gruppo, attraverso la proposta di una “discussione circolare” e di una “collaborazione sinergica”, o anche di una “progettazione collettiva” di un percorso gruppale rivolto allla realizzazione di un “obiettivo condiviso”

Le prime riunioni si sono svolte in una location costruita da Mexi e Micalita Writer nel boschetto degli “antichi merletti”, con un “setting circolare” di comodi cuscini. Merlettati anch’essei, dove gli avatar dei partecipanti potevano sedersi e parlare tranquillamente insieme (in voice o in chat) in un ambiente di sogno. Successivamente ci siamo spostati in una nuova location che faceva parte di una grande installazione digitale costruita da Mexi per festeggiare i 100 anni del Futurismo (sempre in contemporanea con altre manifestazioni in Real, come ad esempio FutuRoma e una bella serata multimediale organizzata da Paolo Valente a Roma, con collegamento ad SL su grande schermo), anche qui con un setting circolare di cubi colorati, adrnati e contornati da textures e dalle immagini dei quadri dei più importanti pittori dell’epoca futurista.

I temi trattati dal Gruppo Esperienziale, che ha visto una folta e attiva partecipazione, sono stati i più vari, a cominciare da quelli riguardanti “la difficile conquista dell’identità in SL” a febbraio, “Identità, gruppalità e Appartenenza in SL” a marzo, “relazioni vere o manipolative in SL” ad aprile. Nel frattempo, sempre quindicinalmente, ma a settimane alternate rispetto al GE a tema, ho iniziato a organizzare anche delle sedute di Social Dreaming, o Analisi Sociale dei Sogni, a tema ovviamente libero, legato solo alla fantasia onirica, alla capacità di liberare l’immaginazione e alla creatività dei partecipanti.

Il Social Dreaming è una tecnica psicoanalitica di conduzione di un “thinking group” che mette l’accento sul contributo che i sogni e le fantasie possono offrire, non tanto e soltanto alla comprensione del mondo interno dei partecipanti, ma anche del contesto sociale e transpersonale in cui essi risiedono, vivono e operano; ovvero della realtà collettiva, culturale, ludica o istituzionale che sia, del “campo mentale” di comune appartenenza. Ed in questo caso il campo di appartenenza comune ai partecipanti è proprio SL.

Fare Gruppi Esperienziali (a tema proposto) e gruppi di Social Dreaming (a tema libero) in Second Life, in questo mondo digitale che appare così reale alla nostra mente, significa attivare un processo di elaborazione gruppale (più legato al livello narrativo/cognitivo nel GE; o al livello onirico, fantastico e creativo, nel SD) che può portare ad una migliore e più completa visione e rappresentazione comune, esaustiva ed olistica, di questo particolare “contesto gruppale di appartenenza”.

Second Life è un “metamondo parallelo di tipo digitale”, e non virtuale, come generalmente viene detto, essendo un ambiente solo apparentemente tridimensionale, fatto di milioni di pixel, che formano sullo schermo del PC delle immagini mobili e prospettiche, sulle quali e nelle quali, apparentemente, ripeto, o se volete illusoriamente, l’avatar sembra potersi muovere e persino volare tra gli oggetti. L’avatar, che è una specie di “marionetta digitale teleguidata”, e non un “secondo corpo” in una seconda vita. Piuttosto che un rappresentante digitale del nostro corpo, l’avatar è una sorta di “protesi emozionale della nostra mente”, che si immerge, si muove e agisce in un ambiente digitale 3D fortemente evocativo.

Siamo noi infatti che reagiamo emotivamente alla percezione delle immagini percorribili o in movimento sullo schermo, sulle quali si appoggiano tutti gli aspetti virtuali della nostra mente: le fantasie, le rappresentazioni e le proiezioni più profonde. Tanto che la nostra mente sembra vivere la possibilità di ricostruire un “secondo mondo”, che può essere percepito e vissuto in modo anche più che reale. E’ un mondo fatto di immagini, di fantasia, di arte, di sogno e di curiosità, ma soprattutto di emozioni e vissuti, piacevoli o stressanti, comunque sempre molto coinvolgenti; emozioni e vissuti che possono spesso ripresentarsi anche nei sogni e nelle fantasie degli avatar (o meglio dei loro aka, “mastri burattinai”).

Ma ad Aprile purtroppo c’è stato anche il terremoto de L’Aquila e il mio “psico-picchiatasti” Marco Longo ha cominciato ad andare tre o quattro giorni alla settimana a lavorare nelle tendopoli per il servizio di psicologia di emergenza, come fa tutt’ora nei campi ancora aperti, negli alberghi e nei nuovi insediamenti di case di legno. Questo impegno ha anche comportato una trasformazione del tema affrontato dal GE, che a maggio ha riguardato “creatività e catastrofe in SL” e a giugno “creazione e ri-creazione in SL”.

Il sisma aquilano ha avuto molta risonanza anche in SL, per cui sono stato invitato a portare in varie land la testimonianza diretta di ciò che stava accadendo nelle tendopoli e tutti gli incontri hanno visto una larga partecipazione, tanto che a un certo punto Mexi ha proposto di fare una sfilata di beneficenza ad ExIt, per raccogliere denaro da portare come aiuto concreto nelle tendopoli. Con il nome di SolidArt sono state dunque organizzate due serate in cui, dopo una mia breve introduzione, basata sull’esperienza vissuta dal mio aka Marco Longo in Abruzzo, decine e decine di stiliste e stilisti di Second Life, (i cui aka erano provenienti da tutto il mondo reale) hanno presentato e messo all’asta alcuni dei loro migliori abiti digitali, che sono stati acquistati da più di un centinaio di partecipanti a prezzi enormi per la moneta si SL, proprio per poter dare un fattivo contributo ai terremotati.

Nel frattempo Paolo Valente e Marina Bellini hano organizzato in Real nell’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma il convegno “Ars in Ara. Arte e Comunicazione nel’era di Second Life”, al quale hanno partecipato gli aka umani di molti miei amici di SL, ognuno dei quali ha portato un diverso punto di vista sulla possibilità o meno di utilizzare anche questo supporto mediatico per operazioni crossmediali di comunicazione online riguardanti la creazione artistica e l’architettura. E lo stesso convegno infatti è stato trasmesso in diretta sul web, in streaming video, nel sito della RAI e da lì, a ponte, riproposto in contemporanea su altri numerosi blogs ed anche all’interno di SL, ad ExIt, a Seoraksan e in altre land.

Al mio aka Marco Longo è toccato ovviamente portare un contributo, da un punto di vista psicosocioanalitico, su “creatività e arte in rete e nei mondi digitali”, ma io so bene che tutto quanto Marco ha potuto dire è solo il frutto del mio lavoro di studio e di ricerca all’interno di SL. Perché per poter comprendere appieno le dinamiche dei cosiddetti “mondi virtuali” e anche le loro potenzialità operative come “contesti mediatici” non solo nel campo della comunicazione, ma anche in quelli della ricerca e della formazione, occorre “vivere” di persona l’immersione nei mondi digitali tridimensionali.

SL possiede ampiamente queste potenzialità e si configura quindi come un contesto che va ben al di là della dimensione più nota ed immediata di natura semplicemente ludica (con tutto il rispetto del gioco e del giocare, come mezzo di espressione ed apprendimento, oltre che di rilassamento, ci mancherebbe), tanto che quasi tutte le università americane ed inglesi, più molte altre di altri paesi del mondo, hanno già aperto da tempo ed utilizzano per lezioni e conferenze proprio SL ed altri mondi digitali dedicati ad essa correlati.

Nei mesi tra Maggio e Luglio ho lavorato alla fondazione di una land di Second Life dedicata alla psicologia, che ho chiamato Psychocity, nella quale anche attualmente conduco i gruppi.

Inizialmente il setting di Psychocity è stato ospitato da Stex Auer e Giovanna Delphin nella land di Immersiva … poi lo spostamento nella Galleria Sczepansky di Paolino, dove è iniziata la costruzione vera e propria della location.

Attualmente Psychocity è una grande semisfera geodetica trasparente, all’interno della quale è stato costruito un giardino di limoni e ciliegi fioriti, con panchine e aiuole di fiori colorati, dove poter conversare in una situazione di rilassamento. Da un lato è stato poi costruito il setting per le sedute di gruppo e le conferenze, composto da un largo cerchio di cuscini multicolori, contornato in parte da alberi.

Nel giardino vi sono anche un grande spazio/video, su cui possono essere proiettati filmati o presentazioni in power point, e dei cartelloni su cui possono essere visualizzati immagini o fotografie che vengono poi commentate dai partecipanti, oppure che sono il frutto del lavoro creativo di alcuni dei partecipanti, in base ad una ispirazione nata proprio nel corso delle sedute di gruppo.

Successivamente Psychocity assumerà un aspetto ed una dimensione più allargata, comprendendo una biblioteca virtuale su tematiche inerenti la psicologia e le psicotecnologie ed anche un vero e proprio spazio per seminari e conferenze, nel quale verranno invitati a partecipare docenti ed esperti provenienti dal mondo reale.

Il tutto naturalmente con la possibilità di ritrasmettere gli eventi di Psychocity anche in streaming video nei siti web e nei blogs, ma anche su grande schermo in librerie, università o altre sedi scientifiche. E viceversa, ci sarà cioè anche la possibilità opposta, ovvero di trasmettere in SL sul video che si trova a Psychocity (e poi eventualmente riproporre in contemporanea anche fuori, con un doppio ponte multimediale) degli eventi scientifici che si svolgono nel mondo reale, in modo che nella location di Psychocity possano parteciparvi, sotto le sembianze avatariane, anche le persone non residenti nella città dove si svolge l’evento.

Concludo questa mia breve storia ricordando ancora come all’inizio, da “niubbo”, tutto mi sembrasse così tendenzialmente fantastico e magico in Second Life, a cominciare dalla possibilità di poter volare, come purtroppo accade solo nei sogni, ma sappiamo bene quanto gli uomini fin dagli albori del tempo lo abbiano sognato e quanto continuino a sognarlo, anche da svegli. La “realtà immersiva” di SL è un potente attrattore della fantasia e apparentemente permette anche di “dare corpo” a tutta una serie di parti della nostra personalità, che spesso sarebbe ben difficile poter esprimere in analogo modo nella realtà quotidiana. Tuttavia proprio queste particolari caratteristiche fanno di SL e degli altri mondi digitali anche un pericolo per la mente …

Bisogna infatti sapersi guardare dal rischio di fasi risucchiare troppo dal Metaverso, vivendone solo gli aspetti fortemente coinvolgenti e/o rilassanti. Niente di male, per chi ama il genere, poter partecipare a giochi di ruolo in SL, o a community dagli interessi ed attività più e varie, creative e fantastiche, ma credo occorra fare molta attenzione, mantenere un buon controllo ed evitare coinvolgimenti più profondi, che in certi casi possono anche trasformarsi in una forma particolare di dipendenza.

Questo rischio è massimo ovviamente per quelle personalità che tendono ad una fuga dalla realtà e/o che sono psicologicamente predisposte a dinamiche e comportamenti di dipendenza. O ancora per quelle personalità che tendono a vivere SL (ma anche la rete in genere) come una dimensione scissa dalla realtà di tutti i giorni, come se fosse veramente una “seconda vita” e non semplicemente una particolare dimensione digito/virtuale dell’unica vita che ci è dato vivere. E purtroppo la tendenza a ricercare delle dimensioni scisse dalla realtà è in preoccupante aumento ai giorni d’oggi, favorita sia da certi programmi “immersivi” della televisione, tipo i reality, sia da internet, nelle sue varie forme più accativanti, soprattutto per chi vive dei vuoti o delle profonde solitudini (chat, videochat, social networks, mondi digitali ecc),

Anche per questo occorre conoscere e studiare i nuovi media ed approntare strumenti e luoghi per prevenire o affrontare gli eventuali problemi di imersione eccessiva o di franca dipendenza. E alcuni di questi luoghi dovranno necessariamente essere in rete e/o nei mondi virtuali, perché solo all’interno di questi e della rete sarà possibile, almeno inizialmente, accogliere e trattare una eventuale domanda di aiuto psicologico che difficilmente verrebbe invece portata nella realtà quotidiana da cui si fugge, cioè direttamente negli studi di psicoterapia.

Mind Clarity (aka Marco Longo)

Per incontrarci in SecondLife Lunedi alle ore 18 e collegarci a Più Libri Più Liberi

http://slurl.com/secondlife/Galleria/226/100/22

Per saperne di più su Marco longo e le sue attività di ricerca:

http://it-it.facebook.com/mind.clarity

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“Sperimentiamoci” laboratorio di building didattico per la scuola

laboratorio 3d_001Progetto “Sperimentiamoci”
Laboratorio di Costruzione 3D
a cura di Lisa Tebaldi

martedì 17 e venerdì 20 NOVEMBRE : L’incredibile mondo della vita microscopica (cellule animali e vegetali. protisti, batteri e virus).

venerdì 27 NOVEMBRE : Costruiamo le basi della vita (atomi e molecole della vita, DNA , proteine, lipidi, carboidrati)

martedì 1 e mercoledì 9 DICEMBRE :Giochiamo con le carte geografiche (con la partecipazione di Luca Galletti, AKA Geordie RObbiani)

venerdì 4 DICEMBRE : Viaggio nel Sistema Solare (Sole, pianeti e strumenti di osservazione)

venerdì 11 DICEMBRE : Giochi di chimica (elementi e composti chimici)

venerdì 18 DICEMBRE : Costruiamo strumenti didattici (questionari, lavagne interattive)

Annalisa Boniello (Lisa Tebaldi) docente di Biologia e Chimica. esperta di formazione in ambienti virtuali.
Tino Guerrini (GMSTino Starostin) è un esperto Builder e insegna da tempo in Second Life in corsi di Building.
Luca Galletti (Geordie Robbiani) ingegnere esperto di cartografia e docente

Il laboratorio si svolge in collegamento con il corso su piattaforma MOODLE “Laboratorio 3D di scienze” su
www.lisa.edumoot.com.

http://slurl.com/secondlife/Galleria/61/59/3402

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Inizia la collaborazione tra Galleria Szczepanski ed Anitel - 30 Novembre 2009 in Galleria

Continua l’esperienza dell’associazione nel campo della formazione iniziata qualche anno fa nell’isola ministeriale Indire-Ansas. Finalmente, dopo mesi di lavoro, è stata ultimata una nuova struttura che ci consentirà di proseguire in proprio, nell’ambito sperimentale, la ricerca che già ha portato a buoni risultati, ottenendo consensi diffusi.
SecondAnitel, piattaforma per un’auto-formazione sperimentale e reticolare basata sul cooperative Learning in un’ottica di Lifelong learning destinata al mondo scuola. L’intento principale sarà quello di offrire a tutti la possibilità di cimentarsi con nuovi strumenti formativi di terza generazione in ambiti didattici particolarmente avanzati. Essendo la nostra community accreditata dal Ministero per le attività formative, è motivata all’approfondimento del sistema di monitoraggio e di tracciamento delle attività del corsista ai fini di un attestato finale dal volore ufficiale. In questa direzione continuerà la ricerca strumentale, tra le prime in Italia, iniziata da mesi, sull’interattività di sistemi diversi ma interagenti fra loro come AnitelMoodle, piattaforma LMS dalla quale eroghiamo i corsi, e Sloodle, sistema di tracciamento in Second Life.
anitel01_001La nuova struttura risiede nella Land Galleria Szczepanski ed è stata messa a disposizione da Paolo Brenzini, artista-fotografo impegnato per anni come reporter, fotografando i migliori spettacoli circensi e teatrali italiani ed europei. Da una decina di anni si dedica alla fotografia artistica diventando uno degli esponenti del Gruppo del “Dinamismo Cosmico” manifesto artistico ideato da Giousè Allegrini, noto critico d’arte italiano.
La costruzione, particolarmente avveniristica, è opera di Luca Galletti, A.K.A. Geordie Robbiani, ingegnere civile di Perugia, insegnante. Si occupa di modellazione 3D e di simuazione del territorio attraverso le mappe della Nasa. Utilizza gli ambienti 3D e la fotogrammetria terrestre in corsi destinati a geometri, sperimentando in campo archittettonico.
L’inaugurazione, alla quale siete tutti invitati, si terrà lunedì 30 novembre dalle ore 22 alle 23.

http://slurl.com/secondlife/Galleria/72/68/3501

Valerio Pedrelli
Coordinamento ANITeL, associazione naz. insegnanti e-tutor, accreditata dal MIUR.

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Incontri Moodle su SL a SecondAnitel - GalleriaSzczepanske

moodle_001CORSO BASE DI MOODLE TENUTO DA PROFESSIONISTI DEL SETTORE.

LISA TEBALDI, INSEGNANTE E-LEARNING TERRA’ UNA SERIE DI INCONTRI SULLA PIATTAFORMA OPENSOURCE DEDICATA ALL’INSEGNAMNETO.

Il corso base di facile apprendimento sarà accompagnato passo per passo dalla costruzione di un corso, per mostrare il vero utilizzo della piattaforma.

Gli inconti informali, aperti a tutti i curiosi e gli appasionati, saranno tenuti nella nuova sede di SecondAnitel alla galleria Szczepanski (vedere l’SlUrl a fine articolo). Anitel, con la sua sezione SL, è un’associazione di professionisti e-learning del settore. Insegnanti e tutor che dedicano parte della loro vita all’insegnamento tramite le nuove tecnologie.

CORSO SU MOODLE

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Moodle (acronimo di Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment) è un piattaforma web open source per l’e-learning, chiamata anche Course Management System, progettato per aiutare gli insegnanti e gli educatori a creare e gestire corsi on-line con ampie possibilità di interazione tra studente e docente. È scritto in PHP.

La sua licenza libera e la sua progettazione modulare consentono alla comunità di sviluppare di continuo funzionalità aggiuntive.

GIOVEDì 29 OTTOBRE alle ore 21,30 (UE Time) inizia il corso su Moodle aperto a tutti e gratuito. Il corso si differenzia dagli altri in quanto è nell’ottica dell’Open education (educazione aperta) e dell’Open Education Resources (Risorse Educative Aperte, in seguito OER).

Esiste una comunità diffusa su scala mondiale su Internet che si sforza di creare un terreno culturale comune nel campo dell’istruzione, attraverso la creazione di corsi di apprendimento liberamente fruibili sul Web e modificabili, migliorabili,

adattabili e ridistribuibili sotto licenze particolari (http://en.wikipedia.org/wiki/Open_educational_resources). “Le risorse educative aperte includono contenuti di apprendimento ovvero corsi completi, materiali per corsi, moduli, learning object, collane e riviste; strumenti, come software di supporto alla creazione, distribuzione, uso e miglioramento di contenuti di apprendimento di tipo Open che comprendono la ricerca e l’organizzazione dei contenuti, piattaforme di e-learning, strumenti di sviluppo dei contenuti e di comunità di apprendimento online; implementazione delle risorse, come licenze sulla proprietà intellettuale per promuovere la libera pubblicazione dei materiali o anche principi di progettazione e localizzazione dei contenuti.”(A. Andronico, L. Colazzo (Eds.): DIDAMATICA 2009), inoltre parleremo di Learning Object (LO) secondo una più innovativa definizione cioè: I LO sono “ogni risorsa digitale che può essere liberamente adattata e riusata per mediare l’apprendimento” [Wiley, 2007]. Anche il Consiglio d’Europa, nella raccomandazione del 29 maggio 2008, cita espressamente l’Open Source e le Open Education Resources (OER) per promuovere l’elearning come proposto dalle Nazioni Unite.

In tale ottica iniziamo un corso in cui impareremo a creare una piattaforma Moodle in modo semplice e ad utilizzare i vari plug in ad essa collegata. Verrà creato un laboratorio su Moodle dove insieme costruiremo un corso che sarà il prodotto del nostro lavorare insieme in modo collaborativo.

Gli incontri saranno il giovedì alle 21.30.

Il Programma dei primi 5 incontri è:

1)introduzione a Moodle

2)Come creare un corso

3)risorse

4)attivit�

5)Plug in (Sloodle , Elluminate, Dim Dim e altri)

Per informazioni :

LIsa Tebaldi e Paolino Szczepanski

SecondAnitel – Galleria Szczepanski

http://slurl.com/secondlife/Galleria/72/53/3602

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Social Dreaming – Analisi Sociale dei Sogni e Creatività da questa sera alla Galleria Szczepanski

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Martedì 27 ottobre 2009 alle ore 22.30
Inaugurazione della nuova sede di Psychocity

subito dopo si svolgerà un incontro di “Social Dreaming”
condotto da Marco Longo (aka Mind Clarity)**

Il Social Dreaming è una tecnica psicoanalitica specificamente approntata e lungamente sperimentata per l’analisi in gruppo dei sogni, un particolare tipo di “thinking group” che mette in evidenza il contributo che i sogni, raccontati in gruppo dai partecipanti, possono offrire alla comprensione, non tanto e soltanto del mondo interno dei sognatori stessi, ma anche del contesto sociale e transpersonale in cui essi risiedono, vivono ed operano, ovvero della realtà collettiva, ludica o istituzionale che sia, di comune appartenenza. Ed in questo caso specifico il contesto di comune appartenenza per tutti noi è proprio SL.

psychocity01_002SL è un metamondo parallelo, più che reale per la nostra mente, pur nella sua virtualità di grafica immersiva, fatto di immagini, di fantasia, di arte, di sogno e di curiosità, ma soprattutto di emozioni e di vissuti, piacevoli o stressanti, comunque sempre molto coinvolgenti; emozioni e vissuti che tendono tutti a ripresentarsi anche nei sogni degli avatar. Fare Social Dreaming in SL significa attivare un processo di elaborazione gruppale che può portare ad una migliore e più completa visione e rappresentazione esaustiva ed olistica di questo particolare “contesto di appartenenza”, a partire dalla vita onirica e immaginativa dei residenti, attraverso il racconto dei sogni, le associazioni libere, la piena libertà di espressione e soprattutto la condivisione e la collaborazione (con-elaborazione).

—————————————————–

** Marco Longo (aka Mind Clarity): psicoanalista SPI , medico spec. in Psicologia Clinica, direttore di “Psychomedia.it” (testata registrata, online dal gen 1996 – oggi 260.000 diversi utenti mese) e cofondatore della “SipTech”, Società Italiana di Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media (Sezione Speciale della Società Italiana di Psichiatria), owner del gruppo SL “Psychocity” (che presto sarà anche una land di SL dedicata alla psichiatria, alla psicologia ed alla psicoanalisi).

WEB

http://www.psychomedia.it

http://www.siptech.it

http://www.psicotecnologicamente.it

http://psicotecnologicamente.ning.com

http://www.psychocity.it

SL
gruppo SIP-Tech PsicoTecnologie (Staff Ricerca)
gruppo PSYCHOITALY PsicoItaliaOnline (Coordinamento)
gruppo PSYCHOCITY Psico InFormazioneAiuto (Operativo)

FACEBOOK
profilo Marco Longo
profilo Mind Clarity
gruppo Siptech Psicotecnologie
gruppo PsicoTecnoLogicaMente
gruppo Psychoitaly
gruppo Psychocity

InSecondlife:

http://slurl.com/secondlife/Galleria/220/130/22

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*** PORTRAITS COLLETIONS *** di Katy60it Cyberstar

keit_001Dalla voce della stessa artista riportiamo l’intervista per la sua prima mostra di grafica in SL:

Eccomi qui a presentare il mio artigianato :)
Scusatemi se non uso termini tecnici, ma la mia è solo una passione per la grafica.
E’ cominciato tutto 6 anni fa’, quando un amico mi ha regalato un programma di fotoritocco… Da lì è stato un continuo studio da autodidatta, proseguito in un secondo momento con l’aiuto di materiale reperito sul web.
Agli inizi (prima di scoprire che il web era pieno di manuali, tutorial, ecc.) non sapevo nemmeno che le mie creazioni sarebbero potute un giorno finire sul web o che avessero un nome tecnico. Ho sempre chiamato le mie opere “puzzle emotivi”. Ho scoperto dopo che il nome della mia tecnica è “Blend”, cioè fusione di immagini, effetti, pennelli, maschere,forme… il tutto unito da tanta tanta fantasia :)
Concludo questa mia breve presentazione di una delle mie passioni e forme di espressione, ovvero le mie immagini… Da questo potete dedurre che parlare non è il mio forte (mi scuso dicendo che preferisco i fatti ahahahah).

Grazie per l’attenzione, vi aspetto alla mostra! :)

I’m finally here to show my products :)
Sorry if I don’t use technical jargon, but I think my works are just the result of my passion for graphic art.
My love for art has began six years ago, when a friend gave me a photo-retouch software… This was the starting point of a continuous self-taught study, followed with a personal research between various manuals of the net.
At the beginnings (before I found this kind of resources) I didn’t know that my works can appear on web or even that they had a specific name. I had always called them “emotive puzzles”. I found out before, the name of my technique is BLEND, as fusion of different images, effects, masks, shapes… all blended by a lot of fantasy :)
I’m ending this brief presentation of one of my passion and way to express myself: images… As you can suspect, talking isn’t my best (I’m always excusing saying that I prefer actions… lol).

Thanks for your attention, I’m waiting for you at art exhibition! :)

Dove:

*AS* AGORA’ SATURNIA

presenta la MOSTRA ARTISTICA di Katy60it Cyberstar

*** PORTRAITS COLLETIONS ***

inaugurazione: GIOVEDI 24 settembre 2009

ore 18.30 rl (9.30 SLT) e ore 21.30 (12.30 SLT)

presso il SALONE DELLA ROCCA
__________________________________________________________

*AS* AGORA’ SATURNIA

presents the ART EXHIBITION by Katy60it Cyberstar

*** PORTRAITS COLLETIONS ***

Opening: Thursday 24 september 2009

at 18.30 rl (9.30 SLT) and 21.30 (12.30 SLT)

at the FORTRESS SHOWROOM

I’m ending this brief presentation of one of my passion and way to express myself: images… As you can suspect, talking isn’t my best (I’m always excusing saying that I prefer actions… lol).

Thanks for your attention, I’m waiting for you at art exhibition! :

http://slurl.com/secondlife/Leiter/84/227/72

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Alla Bovisa di Milano ed in SL grazie a 2Lifecast

Milano

Politecnico di Milano

Sede di Milano Bovisa

Aula Carlo De Carli

Sabato 12 settembre 2009

Domenica 13 settembre 2009

ore 22

Mixed Reality Performance: una serata in Sirikata

Un progetto commissionato dal Festival MITO SettembreMusica

SirikataProgramma della serata:

- Terry Riley, In C, per Orchestra di Laptop e strumenti acustici

Musicisti live: Chryssie Nanou (pianoforte), Juan-Pablo Caceres, Rob Hamilton, Henrik Bennetsen, Jeffrey T. Schnapp (laptop)

Musicisti remote: Stanford Laptop Orchestra, membri del SoundWire Ensemble, Debra Fong (Violino), musicisti acustici dal Center for Computer Research in Music and Acoustics presso il Campus della Stanford University in California, Chris Chafe (violoncello elettrico) e Charles Nichols (violino elettrico) dal Mountain Computer Music Festival presso l’Università del Montana a Missoula

- Juan-Pablo Caceres e Robert Hamilton, Canned Bits Mechanics, per tre remote disklavier al CCRMA, piano e proiezioni interattive in Sirikata

Musicisti live: Chryssie Nanou (pianoforte)

Musicisti remote: Juan-Pablo Caceres e Robert Hamilton (remote controlled disklavier e laptop)

- Robert Hamilton e Juan-Pablo Caceres, Dei due mondi, per esecutori interattivi in Sirikata

Musicisti live: Chryssie Nanou e Juan-Pablo Caceres

Musicisti remote: Membri della Stanford Laptop Orchestra (CCRMA)

- Dialoghi, improvvisazioni in rete

Musicisti live: Chryssie Nanou (pianoforte), Juan-Pablo Caceres, Rob Hamilton, Henrik Bennetsen, Jeffrey T. Schnapp (laptop)

Musicisti remote: Debra Fong (violino) e musicisti del SoundWire Ensemble dal CCRMA presso la Stanford University, Chris Chafe (violoncello elettrico) e Charles Nichols (violino eletrico) da Missoula, Montana.

Due Serate in Sirikata esplora l’ossessione per ciò che è assente, distante ed estinto e celebra un mondo altamente interattivo nel quale la combinazione tra digitale e analogico è un dato ontologico: un mondo in cui è possibile immaginare forme estreme di collaborazione e un intreccio dei mezzi, in cui le architetture possono diventare strumenti e i corpi bacchette magiche. In questo mondo le linee di confine che separavano un tempo l’acustico dal visivo, il gestuale o il verbale si infrangono in modo produttivo.

Le due esecuzioni sono frutto della collaborazione tra lo Stanford Center for Computer Research in Music and Acoustics e lo Stanford Humanities Lab e sono state progettate appositamente per l’Aula Carlo De Carli del Politecnico di Milano Bovisa. Abbracciano diversi generi sperimentali costruiti intorno alle interazioni tra esecutori live collocati in un reale spazio fisico da concerto, musicisti virtuali che agiscono all’interno di un paesaggio virtuale ed esecuzioni dal vivo realizzate in luoghi lontani e trasmesse live.

La prima delle composizioni proposte, In C, fu scritta nel 1964 come “open score” è può quindi essere suonata da qualsiasi formazione strumentale. Nel corso delle due serate sarà interpretata dai membri della Stanford Laptop Orchestra (SLOrk), orchestra nella quale ogni esecutore produce suoni dal proprio computer, attraverso un impianto audio spazializzato studiato per l’occasione, costituito da più casse che circondano il pubblico.

Nel secondo brano in programma, Canned Bits Mechanics, un pianista live interagisce con i pattern musicali generati da due disklavier (pianoforti mecanici) collocati presso il CCRMA in California ma suonati in tempo reale a Milano dal compositore stesso. La co-presenza dei tre pianoforti nella stessa sala da concerto è resa possibile da JackTrip, una tecnologia di rete che permette di trasmettere attraverso internet un audio di qualità superiore a quella del CD, in modo da permettere agli esecutori di suonare live con altri musicisti collocati in remoto. Nel caso di Canned Bits Mechanics, l’interazione è ulteriormente sviluppata da un paio di avatar-performer, presenti nel mondo virtuale di Sirikata. Gli avatar, manipolando meccanismi presenti nel paesaggio e controllati dal pianoforte e dai disklavier, possono variare la frequenza e interferire con il pattern musicale della composizione.

Il terzo brano, Dei due mondi, è eseguito live in un ambiente virtuale Sirikata, da otto esecutori (quattro a Milano e quattro al CCRMA). L’opera esplora la relazione tra due mondi separati, ma interconnessi. La composizione inizia con la ricostruzione virtuale dell’Aula De Carli e del CCRMA, nelle quali agiscono gli esecutori, ciascuno dei quali opera in forma virtuale nella versione Sirikata del luogo in cui si trova fisicamente. Le pareti dei due luoghi svaniscono progressivamente per lasciare spazio ad un unico paesaggio, nel quale i gesti e le azioni degli esecutori sono resi a livello sonoro e spaziale attraverso elaborazioni Ambisonic e impianto audio a 8 canali.

Conclude il programma l’improvvisazione in rete Dialoghi. Gli esecutori, posizionati in luoghi fisicamente distanti, impiegano le reti come mezzo mediante il quale comunicare. La distanza fisica crea ritardi dinamici tra ogni gesto musicale e le risposte dei colleghi e la stessa rete che consente il dialogo genera distorsioni temporali: la serata costruita attorno alla diminuzione dei ritardi li trasforma in elemento espressivo.

(presentazione della serata basata sull’introduzione di Jeffrey T. Shapp al programma di Sala)

La compresenza di diverse realtà fisiche e virtuali è percepibile in sala anche sul piano visivo. L’Aula De Carli è stata allestita per l’occasione con quattro schermi collocati su due lati della sala. Tre di essi fanno da sfondo al pianoforte e ospitano le immagini live dei musicisti che si esibiscono in remoto, i paesaggi di Sirikata e le performance degli avatar. L’altro grande schermo, collocato al lato opposto della sala, è una finestra aperta su Second Life – l’evento è trasmesso in diretta a cura di 2lifecast nell’isola di IDEARIUM (http://slurl.com/secondlife/IDEARIUM/141/114/86) – e offre al tempo stesso la visione delle riprese effettuate in diretta nell’aula stessa.

Video in diretta su Qik:

http://qik.com/video/2871186 (durata 22:20)

http://qik.com/video/2872487 (durata 06:13)

http://qik.com/video/2873017 (durata 13:04)

http://qik.com/video/2873535 (durata 10:35)

Backstage e prove http://qik.com/video/2869966 (durata 04:55)

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NOI, HUB DELLA CREATIVITÀ

Riportiamo un link importantissimo. Ormai da anni Exibart, sito dedicato all’arte, si occupa di portare a conoscenza degli appassionati del settore notizie e novità. Tra queste voglio segnalarvi la nascita di questa nuova fondazione italiana, sperando che possa dare nel panorama internazionale anche una voce più che autorevole al mercato dell’arte italiana.

exibartDiscutere, esibire e produrre arte per porre le basi di una nuova generazione e ripartire insieme: è la mission di Depart, fondazione romana che debutta ufficialmente a settembre con una mostra al Macro. E, da novembre, avrà una propria sede. Una chiacchierata col fondatore, Pierpaolo Barzan…

Per saperne di più_

http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=28598&IDCategoria=1

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DANIELE “DACO” COSTANTIN – Artista autodidatta, di pensiero e d’ ispirazione

 

A cura della Prof. Roberta De Villa

Opere Daco_019Mi hanno molto colpito gli spazi di Daniele Costantin, egli usa lo spazio per fare arte, si appropria di questo di questo elemento impalpabile ed indefinibile e lo adopera, si potrebbe dire, per creare.

Daniele parla per spazi: tra le parole lascia sempre dei puntini di sospensione. Dilata il tempo. Le riflessioni dell’ artista riportate nelle pagine di Corazza mi sono parse subito illuminanti e didascalia ideale del suo operare. Il pittore dice infatti che, dopo aver iniziato un quadro, lo lascia in sospeso, in attesa quasi. Lascia passare del tempo tra l’ inizio e la fine di un’ opera, di modo che l’ esecuzione possa mutare in esso, possa quindi in qualche modo avvalersi di istanti, ore, giorni di vita per crescere e fissarsi infine sulla tela, sugli svariati materiali ingegnosamente assemblati dalla creatività del Costantin.

Questo è perciò il tempo, a mio parere, del pensiero e dell’ ispirazione.

La matrice espressionista dei suoi dipinti sconfina nell’ astratto, una sorta di empatico abbraccio tra conscio ed inconscio, foriero di poetiche trascendenze.

L’ artista lavora per spazi di tempo, un tempo che diviene a volte poesia. La sua arte è infine mescolanza di stati d’ animo scanditi dal tempo.

Ma l’ arte si sà è mutevole e multiforme, come il tempo stesso.

Prof. Roberta De Villa

Daniele Constantin racconta DACO:

Opere Daco_015L’ astrattismo

 Di chiara matrice espressionista la mia pittura astratta è un’ integrazione dell’inconscio al conscio, e restituita in un’ equilibrio di valori plastici di colore in una vigile constatazione psicologica di impulsi spirituali ed emotivi, tende a incorporare nel quadro l’ impronta, il disegno, il gesto dell’ uomo. Va oltre, verso la realta’ stessa.

 Concettuale e performances:

Perseguo un mio discorso evidentemente ideologico e politico, sottolineo i problemi del nostro tempo (provincialismo, mafia, populismo, anti-modernismo). Il disagio di una societa’ che cambia in maniera fin troppo velocemente, il modo di essere, di sentire, di comportarsi. Calco sulle mie e altrui debolezze, emergendo il tutto in una nuova ottica, che fa da filtro concettuale ed emozionale tra me e gli altri, cercando una comprensione diversa della realta, piu’ profonda, piu’ critica.

(Photo by Fiona Saiman N.D.R.) Potete ammirare le immagini di DACO presso la mostra “TWO WORlDS” con Fiona Saiman e Daco Monday all’indirizzo SL:

http://slurl.com/secondlife/Galleria/149/137/22

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